Educare alle relazioni: percorsi per un’educazione sessuale, affettiva e relazionale consapevole e rispettosa

1 Set 2026

PROGETTO DI FORMAZIONE FINANZIATO DALLA REGIONE LIGURIA

PIANO STRATEGICO NAZIONALE SULLA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE D.G.R. 240/2025

Questo progetto, nato dalla necessità di rafforzare gli interventi educativi legati alla sfera affettiva, emotiva e sessuale tra i giovani, è stato attuato da un team di professioniste, tra cui un’esperta in questioni di genere, una psicoterapeuta cognitivo comportamentale, due psicologhe dell’età evolutiva, due ostetriche con esperienza in educazione alla sessualità e alla salute riproduttiva e dalle volontarie del centro antiviolenza.

Il progetto è stato realizzato in 9 classi di alcuni Istituti scolastici del territorio provinciale; l’obiettivo specifico è stato rafforzare nelle/nei giovani la capacità di riconoscere e decostruire dinamiche relazionali disfunzionali, stereotipi e forme di violenza affettiva e sessuale.

In particolare, i/le partecipanti hanno appreso:

  • a riconoscere e nominare le proprie emozioni, distinguendo tra dimensione emotiva, cognitiva e corporea;
  • a identificare bisogni e limiti personali e a comunicarli in modo più consapevole;
  • la differenza tra reazione automatica e risposta intenzionale, sviluppando prime competenze di autoregolazione emotiva;
  • a riconoscere il consenso come processo relazionale dinamico, basato su ascolto, reciprocità e rispetto dei confini;
  • a legittimare il proprio “no” e a rispettare quello altrui;
  • una maggiore capacità di lettura critica delle dinamiche relazionali, distinguendo comportamenti rispettosi da comportamenti disfunzionali o violenti.

Un elemento di particolare rilevanza è stato rappresentato dall’attività delle domande anonime, che ha costituito uno spazio educativo sicuro, accessibile e non giudicante.Attraverso questo dispositivo, i/le partecipanti hanno potuto esprimere liberamente dubbi, bisogni e vissuti, facendo emergere tematiche complesse e spesso difficili da affrontare in contesti formali.

Le domande raccolte hanno evidenziato un forte bisogno di orientamento e supporto, articolandosi in alcune macro-categorie ricorrenti:

  • richieste di aiuto rispetto a relazioni complesse o violente vissute da persone vicine (amiche, amici o familiari), e su come supportarle;
  • vissuti legati a isolamento, emozioni spiacevoli e condizioni di sofferenza psicologica, con riferimenti anche a stati d’ansia o depressione;
  • bisogno di chiarificazione rispetto a concetti e termini sociali diffusi ma non sempre compresi (es. narcisismo, patriarcato);
  • esperienze dirette di discriminazione, molestie verbali e marginalizzazione, in particolare da parte di studenti e studentesse appartenenti a minoranze;
  • interrogativi concreti sul consenso e sulla gestione dei confini nelle relazioni, in situazioni percepite come ambigue o complesse.

L’elevata partecipazione a questa attività ha confermato l’importanza di integrare, nei percorsi educativi, strumenti che garantiscano anonimato e sicurezza, favorendo l’emersione autentica dei bisogni e la costruzione di apprendimenti significativi.

Un aspetto particolarmente rilevante è stato l’apprezzamento espresso dagli studenti nei confronti dello spazio di ascolto offerto: la possibilità di essere accolti senza giudizio e di poter condividere liberamente riflessioni ed esperienze ha rappresentato un elemento centrale e valorizzato del percorso.

Nel complesso, il progetto ha raggiunto gli obiettivi prefissati, favorendo una maggiore consapevolezza nelle dinamiche relazionali e promuovendo competenze comunicative ed emotive utili per il benessere personale e interpersonale degli studenti.

Condividi su