Cosa facciamo

  • Ascolto telefonico
  • Colloquio di accoglienza
  • Consulenza psicologica
  • Consulenza legale
  • Valutazione del rischio
  • Orientamento al lavoro
  • Gruppi di auto aiuto

Consulenza psicologica

Come riconoscere la violenza

Violenza fisica

Atti di maltrattamento che provocano danni fisici e forme di intimidazione: picchiare, sputare contro, spintonare, mordere, dare calci, bruciare con sigarette, privare del sonno o di cure mediche.

Violenza psicologica

Qualsiasi forma di abuso che lede l’identità della donna, sminuendone il valore. Si tratta di azioni e parole che possono precedere e degenerare in veri e propri atti di violenza fisica; si insinuano gradualmente nella relazione, sino a che la donna non riesce a riconoscerli come lesivi.
Ad esempio: subire continuamente offese e critiche, essere sminuita nella propria femminilità e sessualità, essere derisa, essere considerata come una proprietà, essere oggetto di eccessiva gelosia, essere isolata dal mondo delle amicizie, essere considerata una pessima madre, essere ignorata, non essere considerata come una persona.

Violenza sessuale

Ogni atto sessuale che viene imposto è violenza nei confronti della donna.

Violenza economica

Ogni forma diretta o indiretta di controllo sull’indipendenza economica e che limita o impedisce alla donna di disporre di risorse di denaro proprie, far liberamente acquisti e anche avere un proprio lavoro.

Stalking

E’ il comportamento persecutorio messo in atto dal partner, ex partner o conoscente della vittima quando la donna cerca di allontanarsi o rifiuta una relazione. Si manifesta con inseguimenti, appostamenti sotto casa, sotto il luogo di lavoro, o, comunque nei luoghi abitualmente frequentati dalla donna. La persecuzione può avvenire anche attraverso telefonate, sms, e- mail, e/o accedendo a pagine personali di social network (Facebook, Twitter, ecc.). La finalità della persecuzione è di far sentire la donna in trappola.

Violenza assistita

Secondo la definizione del Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia (CISMAI) per violenza domestica assistita si intende il fare esperienza da parte del/la bambino/a di qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza da parte di un genitore sull’altro.
La violenza assistita è una forma di violenza diretta se nel campo percettivo del minore o indiretta se il minore è a conoscenza della violenza e/o ne percepisce gli effetti.

Violenza digitale o cyberviolenza

Con violenza digitale o cyberviolenza si intendono tutti quei comportamenti volti all’aggressione, all’intimidazione, alla molestia o all’abuso, agiti attraverso l’uso delle tecnologie digitali come i social, le app di messaggistica, i giochi virtuali.

Questo fenomeno colpisce in maniera particolare donne e ragazze e, per questo motivo, può essere assimilata a tutte le altre forme di violenza di genere.

La violenza digitale, inoltre, spesso inizia online e prosegue offline, o viceversa, e può essere messa in atto da persone o gruppi di persone sia anonime o sconosciute alla vittima, sia conosciute.

Cyberbullismo

Il cyberbullismo è una forma di bullismo, ossia un comportamento aggressivo intenzionale e ripetuto nel tempo, che può includere molestie, insulti, diffusione di informazioni false e minacce, mediante l’utilizzo di tecnologie digitali come i social, le app di messaggistica, i giochi virtuali.

L’obiettivo del cyberbullo è quello di discriminare, danneggiare e molestare una persona online, spesso in anonimato.

È un fenomeno sociale che coinvolge non solo la vittima e il cyberbullo, ma anche chi assiste o partecipa indirettamente, spesso amplificando l’impatto negativo. 

Cyberstalking

Per cyberstalking si intende il reato di stalking agito online e consiste in molestie e minacce ripetute nel tempo, attuate con mezzi di comunicazione digitali, come email, social network, messaggi via whatsapp, messsenger o altri, che ingenerano nella vittima un perdurante e grave stato di ansia e di paura oppure il timore per la propria incolumità o per quella di un prossimo congiunto o che implica una modifica delle normali abitudini di vita nella persona che lo subisce.

Il cyberstalking, pur svolgendosi nel mondo virtuale, può avere conseguenze reali sulla vittima, come stress, isolamento e problemi psicologici. 

Revenge porn

Nel 2019 con il c.d. Codice Rosso è stata introdotto nel codice penale l’art. 612-ter c.p., ossia il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti.

Il revenge porn o “vendetta porno”, infatti, consiste nella condivisione, diffusione e, a volte, anche della creazione con falsi digitali (i deepfake), di materiale, come foto e video a contenuto sessuale, ma senza l’autorizzazione della persona fotografata o ripresa, con lo specifico scopo di screditarne l’immagine.

Il materiale può essere pubblicato sui profili social della vittima, inviato a conoscenti e/o a suoi familiari, a amici o colleghi di lavoro.

La gravità di questo comportamento è il rendere pubblico qualcosa che dovrebbe rimanere privato, ma che è volutamente attuato (spesso da ex partner) per umiliare la vittima, che subisce gravi conseguenze dal punto di vista psicologico e sociale.

Sextortion

Con il termine “sextortion” (letteralmente “estorsione sessuale”) si indica una forma di ricatto online che utilizza materiale sessualmente esplicito, come foto o video intimi, fatto nei confronti di adulti ma sempre più spesso anche di bambine, bambini e adolescenti.

Consiste nella richiesta di invio di denaro al fine di non rendere pubblico materiale sessualmente esplicito rubato o, molto spesso, inviato dalla vittima dopo un adescamento online, solitamente attraverso chat.

Se le vittime sono minori, invece di richiedere denaro, sono richieste immagini o video, sempre a sfondo sessuale.

L’approccio avviene, normalmente sulle piattaforme social, sulle app di messaggistica e anche nei videogiochi. Spesso chi realizza la sextortion si finge coetaneo della vittima, inviando anche false immagini intime.

E’ un fenomeno purtroppo, in aumento e molto pericoloso, perché fa leva sulla giovane età delle vittime, sulla vergogna o sul loro senso di colpa tant’è che le vittime spesso non denunciano e non cercano aiuto, contro questo che è un grave reato.

Consulenza legale

Normativa statale

L. n.66 del 1996 la violenza contro le donne è un delitto contro la libertà personale.

Nella precedente normativa, era un delitto contro la moralità pubblica ed il buon costume;

L. n. 60 e  L. n. 134 del 2001:
patrocinio a spese dello Stato per le donne vittime di violenza;

L. n. 154 del 2001:
viene previsto l’allontanamento del familiare violento;

L. n. 38 del 2009:
inasprimento delle pene per la violenza sessuale e introduzione del reato di atti persecutori ovvero del c.d. stalking;

L. n. 172 del 2012:
ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno

L. n. 77 del 2013:
ratifica della Convenzione di Istanbul, redatta del 2011;

L. n. 119 del 2013 (c.d. Legge sul femminicidio):
“Conversione in legge, con modificazioni, del d.l. n. 93 del 2013, che reca disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere”

Art. 24 D.lgs. n. 80 del 2015:
introduzione del congedo per le donne vittime di violenza di genere;

L. n. 4 del 2018:
disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici.

Normativa regionale

L.R. Liguria n. 12 del 2007:
“Interventi di prevenzione della violenza di genere e misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza”;

L.R. Liguria n. 52 del 2009:
“Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”

Delitti di violenza sessuale

violenza sessuale (art. 609-bis c.p.);

violenza sessuale di gruppo;

atti sessuali con minorenne/corruzione di minorenne/adescamento di minorenni.

Delitti relazionali

maltrattamenti (art. 572 c.p.);

atti persecutori (art. 612-bis c.p.).