Le emozioni, il rispetto e il consenso nelle relazioni interpersonali

1 Set 2026
studenti 1

Progetto finanziato dalla Regione Liguria – Settore Politiche Sociali, terzo settore, immigrazione e pari opportunità D.G.R. n. 240-2025

Formatrici:

Erika Morano (europrogettista, tematiche di genere in chiave intersezionale)

Francesca Bergonzo (psicologa e psicoterapeuta)

1. Inquadramento generale dell’intervento

Il progetto “Le emozioni, il rispetto e il consenso nelle relazioni interpersonali” è stato implementato presso l’Istituto Comprensivo di Albenga – sede di via degli Orti, coinvolgendo tre classi della scuola secondaria di primo grado.

L’intervento ha previsto la realizzazione di un percorso formativo articolato in due laboratori per ciascuna classe, della durata di tre ore ciascuno, per un totale complessivo di sei ore per gruppo classe. La progettazione è stata orientata allo sviluppo delle competenze socio-emotive e relazionali, con particolare riferimento alla consapevolezza di sé, al riconoscimento dei confini personali e alla comprensione del consenso nelle interazioni interpersonali.

L’azione educativa si è collocata all’interno di un approccio preventivo alla violenza di genere, promuovendo la costruzione di modelli relazionali basati sul rispetto reciproco, sull’ascolto attivo e sulla responsabilità emotiva.

2. Impianto metodologico

L’intervento è stato progettato e realizzato adottando un approccio integrato basato su metodologie di educazione non formale, processi partecipativi e pratiche esperienziali. Tale impianto metodologico ha consentito di attivare un apprendimento significativo, centrato sull’esperienza diretta dei/delle partecipanti e sulla riflessione critica condivisa.

Entrambi i laboratori sono stati avviati con momenti strutturati di circle time, finalizzati alla costruzione di un setting educativo sicuro e non giudicante, nonché alla promozione della partecipazione attiva. Le attività iniziali di presentazione, tra cui l’utilizzo del nome associato a un aggettivo con la stessa iniziale, hanno facilitato l’attivazione del gruppo e la creazione di un clima di fiducia.

L’intero percorso ha privilegiato una dimensione dialogica e interattiva, integrando momenti di lavoro individuale, attività di gruppo e restituzioni collettive.

3. Implementazione del Laboratorio 1

“Io con me: emozioni, bisogni e rispetto di sé”

Il primo laboratorio è stato orientato allo sviluppo della consapevolezza emotiva e all’esplorazione della relazione con sé stessi, con particolare attenzione all’identificazione e alla comunicazione di bisogni e limiti personali.

Le attività hanno privilegiato un approccio integrato volto a esplorare la connessione tra dimensione cognitiva, emotiva e corporea. In tale prospettiva, i/le partecipanti sono stati accompagnati a riconoscere l’interdipendenza tra pensieri, emozioni e sensazioni corporee, e il loro ruolo nella determinazione delle risposte comportamentali.

Un focus specifico è stato posto sulla distinzione tra reazioni automatiche e risposte consapevoli, al fine di promuovere processi di autoregolazione emotiva e una maggiore agency nelle dinamiche relazionali.

Nel corso del laboratorio è stato introdotto il tema del consenso attraverso l’utilizzo della ruota del consenso, strumento che ha consentito di esplorare i concetti di confine, disponibilità, desiderio e reciprocità. Parallelamente, è stato affrontato il tema della violenza, sottolineando come le emozioni, anche quando intense, non costituiscano una giustificazione per comportamenti lesivi nei confronti dell’altro.

L’attività “Yes/No/Maybe” ha rappresentato un dispositivo esperienziale fondamentale per la verbalizzazione dei confini personali, favorendo la capacità di riconoscere e rispettare il punto di vista altrui e rafforzando la legittimazione del “no” come elemento fondante di relazioni sane.

Il laboratorio si è concluso con uno spazio strutturato di domande anonime, che ha rappresentato un elemento metodologico di particolare rilevanza.

4. Implementazione del Laboratorio 2

“Io con l’altro: relazioni, consenso e riconoscimento della violenza”

Il secondo laboratorio ha approfondito la dimensione relazionale, con particolare riferimento al consenso nelle relazioni affettive, intime e romantiche, nonché al riconoscimento e alla decostruzione dei comportamenti violenti.

Attraverso attività di gruppo, esercitazioni esperienziali e momenti di confronto guidato, i/le partecipanti sono stati accompagnati a riflettere sulle modalità di comunicazione del consenso, includendo sia i segnali verbali sia quelli non verbali.

Un elemento centrale del laboratorio è stato l’analisi critica dei modelli culturali interiorizzati. Le attività proposte hanno favorito l’emersione di stereotipi, pregiudizi e norme implicite che influenzano le dinamiche relazionali, evidenziando come tali elementi possano contribuire alla normalizzazione di comportamenti disfunzionali o violenti.

In questo contesto, è stata facilitata una riflessione orientata alla distinzione tra comportamenti rispettosi e comportamenti lesivi, anche nelle loro forme più sottili e socialmente accettate.

5. Risultati raggiunti e apprendimenti emersi

Al termine del percorso formativo, è stato possibile rilevare l’acquisizione di competenze socio-emotive e relazionali significative da parte degli studenti e delle studentesse coinvolte.

In particolare, i/le partecipanti hanno appreso:

  • a riconoscere e nominare le proprie emozioni, distinguendo tra dimensione emotiva, cognitiva e corporea;
  • a identificare bisogni e limiti personali e a comunicarli in modo più consapevole;
  • la differenza tra reazione automatica e risposta intenzionale, sviluppando prime competenze di autoregolazione emotiva;
  • a riconoscere il consenso come processo relazionale dinamico, basato su ascolto, reciprocità e rispetto dei confini;
  • a legittimare il proprio “no” e a rispettare quello altrui;
  • una maggiore capacità di lettura critica delle dinamiche relazionali, distinguendo comportamenti rispettosi da comportamenti disfunzionali o violenti.

Un elemento di particolare rilevanza è stato rappresentato dall’attività delle domande anonime, che ha costituito uno spazio educativo sicuro, accessibile e non giudicante.

Attraverso questo dispositivo, i/le partecipanti hanno potuto esprimere liberamente dubbi, bisogni e vissuti, facendo emergere tematiche complesse e spesso difficili da affrontare in contesti formali. Le domande raccolte hanno evidenziato un forte bisogno di orientamento e supporto, articolandosi in alcune macro-categorie ricorrenti:

  • richieste di aiuto rispetto a relazioni complesse o violente vissute da persone vicine (amiche, amici o familiari), e su come supportarle;
  • vissuti legati a isolamento, emozioni spiacevoli e condizioni di sofferenza psicologica, con riferimenti anche a stati d’ansia o depressione;
  • bisogno di chiarificazione rispetto a concetti e termini sociali diffusi ma non sempre compresi (es. narcisismo, patriarcato);
  • esperienze dirette di discriminazione, molestie verbali e marginalizzazione, in particolare da parte di studenti e studentesse appartenenti a minoranze;
  • interrogativi concreti sul consenso e sulla gestione dei confini nelle relazioni, in situazioni percepite come ambigue o complesse.

L’elevata partecipazione a questa attività ha confermato l’importanza di integrare nei percorsi educativi strumenti che garantiscano anonimato e sicurezza, favorendo l’emersione autentica dei bisogni e la costruzione di apprendimenti significativi.

6. Considerazioni conclusive

L’implementazione del progetto ha evidenziato un elevato livello di coinvolgimento e partecipazione attiva da parte degli studenti e delle studentesse, confermando la rilevanza e l’urgenza dei temi trattati.

Le metodologie adottate si sono dimostrate efficaci nel promuovere processi di apprendimento trasformativo, favorendo l’integrazione tra dimensione esperienziale, emotiva e cognitiva.

Il percorso ha contribuito alla costruzione di uno spazio educativo sicuro e partecipativo, capace di sostenere lo sviluppo di competenze fondamentali per la crescita personale e relazionale dei/delle partecipanti.

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